Prepararsi al meglio

Avevo bisogno di tornare a fare uno dei miei viaggi solitari di pochi giorni e ho unito l'utile al dilettevole: visitare una nazione piena di storia e imparare a guidare a sinistra! 😅 Perchè a Malta la guida è "all'inglese" e visto che mi stavo preparando per coordinare un gruppo in Sudafrica, data la mia scrupolosità, ho preferito prepararmi per essere più tranquillo e infondere serenità al gruppo. Malta è letteralmente un gioiello, ormai si pensa solo all'isola contemporanea sfruttata dai giovanissimi per andare a festeggiare il viaggio di maturità, tra le vie che non dormono mai dei quartieri de La Valletta. Ma la storia di quest'isola (o meglio, di queste isole) inizia oltre 5000 anni fa, prima delle piramidi di Giza, prima di Stonehenge. Questo viaggio l'ho preparato veramente nei minimi dettagli, volevo vivere tutti i contrasti di questa nazione. Nonostante il periodo di altissima stagione, ho trovato un volo super economico tra venerdì 26 giugno 2026 (partenza ore 8.10) e lunedì 29 giugno 2026 (rientro alle 20.05). Il lato "negativo" è stato quello di dover prendere due giorni pieni di ferie.

56 euro di volo per la tratta Pisa-Malta con Ryanair, che stavolta mi ha mezzo truffato facendomi pagare il bagaglio extra al ritorno, purtroppo se viaggi spesso con questa compagnia, ciclicamente e in maniera random, si inventano qualche extra per arrotondare.
Ho noleggiato l'auto ma solo per i primi tre giorni, poi ho preferito lasciarla perchè per girare La Valletta è solo un peso. Ho trovato un noleggio super economico con Smart Mobility Malta Ltd a soli 23 euro totali, più un'assicurazione completa di 27 che ho preferito fare dato che era la prima volta che guidavo dall'altro lato. La benzina costa solo 1.34 euro circa al litro, me la sono cavata con 21 euro totali. Gli airbus che collegano l'aeroporto a La Valletta, invece, hanno un costo fisso di 3 euro a tratta e si paga direttamente sul mezzo. Li trovate subito all'uscita dell'aeroporto, con partenze frequenti per tutte le zone della capitale.
Un viaggioon the road implica cambiare sistemazione ogni sera: prima notte a Gozo, seconda nella vecchia capitale Rabat e ultima a La Valletta. In particolare, Shanti Ghar Gozo al prezzo di 55 euro, un B&B splendido, con una piscina esterna immerso nella più totale quiete; Estrella Lodging al prezzo di 65 euro, colazione inclusa, situato appena fuori dal centro di Rabat; 224 Boutique Hostel al prezzo di 35 euro, situato nella località turistica di Sliema, probabilmente l'ostello più bello in cui sia mai stato (pulizia impeccabile, silenzio, servizi).
Al netto del costo del volo, tra le spese per l'auto, il pernotto, i pasti, gli ingressi ai vari siti e qualche vizio vario, il soggiorno è costato circa 300 euro. Si potrebbe risparmiare andando solo in ostello, ma non sono pentito perchè mi servivano un po' di coccole. 😇
Immaginavo ci fosse caldo ma speravo meno che in Italia, invece la temperatura era invivibile e molto spesso dovevo fermarmi a bere qualcosa o mangiare un gelato in posti con aria condizionata. Se andate da metà giugno in poi, protezione solare in abbondanza, cappello, occhiali da sole...e tante magliette di ricambio.


Giorno 1 - Il Mediterraneo che non ti aspetti

Volo puntualissimo alle 10. Appena esco dall'aeroporto mi investe una sensazione chiarissima: il caldo maltese non scherza. Il tempo di ritirare l'auto a noleggio e ho già voglia di cambiarmi e farmi una doccia. Un'oretta di strada mi separa da Ċirkewwa, ma procedo con calma. La guida a sinistra richiede qualche chilometro di apprendistato e preferisco prendermela comoda. Poco dopo sono già sul traghetto diretto a Gozo. Quando si pensa a Malta vengono subito in mente i corsi d'inglese, i viaggi di maturità e quelle foto con il mare che sembrano ritoccate. Poi sbarchi a Gozo e capisci che il filtro non serve davvero. Bastano venticinque minuti di navigazione per avere la sensazione di essere arrivato in un altro Paese. Qui tutto cambia ritmo: meno traffico, meno rumore, più vento, più pietra, più autenticità. La prima tappa è Victoria. O meglio, Rabat...perché a Malta le città sembrano cambiare nome con la stessa frequenza con cui sono cambiati i popoli che le hanno governate. Mi lascio guidare dall'istinto tra vicoli stretti, balconi colorati e piazzette silenziose. I turisti sono pochissimi. Incrocio soprattutto abitanti del posto che mi osservano con un sorriso curioso mentre passeggio con la macchina fotografica al collo, senza una meta precisa. La strada, inevitabilmente, conduce alla Cittadella. Da lassù Gozo si apre a trecentosessanta gradi e diventa subito evidente perché, per secoli, chi controllava quella collina controllasse anche l'intera isola. Prima di esplorarla, però, è arrivato il momento più importante della mattinata: il pranzo. E soprattutto una birra ghiacciata. Per il capitolo gastronomico, come sempre, vi rimando all'articolo dedicato. Sono circa le 13 e il sole picchia senza pietà. Camminare all'aperto è quasi una prova di resistenza, così ne approfitto per visitare la Cattedrale dell'Assunzione e il museo annesso (biglietto cumulativo da 5 euro acquistabile sul posto), due visite che aiutano a comprendere meglio la storia di Gozo e dell'intero arcipelago. Con il passare delle ore mi illudo che la temperatura possa concedere una tregua. Non succede. Fino alle sei e mezza il caldo rimane protagonista, quindi mi rassegno e torno a passeggiare tra i bastioni della Cittadella, fermandomi a ogni belvedere possibile.

Poi ridiscendo verso Rabat per gli ultimi scatti tra le vie del centro, prima di concedermi un po' di meritato relax al B&B, approfittando anche della piscina. Nel tardo pomeriggio raggiungo Dwejra. Qui la natura si prende completamente la scena. Scogliere, archi di roccia, il Blue Hole e un mare che sembra scolpire la costa da migliaia di anni. Le barche continuano a entrare e uscire dalle insenature naturali (se vi incuriosisce, il giro costa appena 5 euro e dura una quindicina di minuti), mentre io alterno qualche tuffo rinfrescante a lunghe passeggiate lungo le scogliere aspettando il tramonto. È proprio in momenti come questo che capisco perché la natura selvaggia continui ad affascinarmi così tanto. Quando il sole scompare dietro l'orizzonte è tempo di rientrare alla mia dimora. Domani mi aspetta la giornata più intensa di tutto il viaggio.

“Ci sono luoghi che non ti chiedono di fare nulla. Solo di fermarti, guardare il mare e ricordarti quanto sei piccolo"



Giorno 2 - Cinquemila anni in una giornata

La sveglia suona alle sei e mezza. Per qualche secondo mi domando se la Blue Lagoon meriti davvero una levataccia del genere. Mezz'ora di macchina fino al porto e alle otto in punto sono già sul primo battello per Comino. La risposta arriva appena metto piede sull'isola. L'acqua è talmente trasparente che le barche sembrano galleggiare nel vuoto. Per qualche ora la Blue Lagoon è esattamente come la immagini: silenziosa, colori incredibili e un mare che sembra uscito da un catalogo di viaggi. Vale assolutamente la pena partire presto, anche se significa guidare con il termometro che alle otto del mattino sfiora già i trenta gradi. Per una volta decido anche di concedermi un piccolo lusso e faccio la "travel princess": lettino e ombrellone. Mi chiedono 35 euro per tutta la giornata, ma dopo qualche minuto di trattativa riesco a spuntare 20 euro per tre ore. Guardandomi intorno vedo famiglie che contrattano ancora meglio, quindi il consiglio è semplice: chiedete sempre, il prezzo non è mai davvero quello iniziale. Avevo proprio bisogno di una mattinata così. Restare a galleggiare in quell'acqua trasparente, senza guardare l'orologio, è una di quelle sensazioni che da sole valgono il viaggio. Purtroppo, però, il paradiso ha una scadenza. Verso le dieci iniziano ad arrivare le imbarcazioni più grandi e, nel giro di mezz'ora, cambia completamente atmosfera. La musica si alza a tutto volume, i primi cocktail scorrono nel sangue, la spiaggia si riempie di persone ferme in piedi in attesa che si liberi un posto e quella sensazione di pace sparisce quasi del tutto. Se visitate Malta in alta stagione, il consiglio è uno solo: prendete il primo traghetto delle 8.00. Non è una semplice comodità, è ciò che fa la differenza tra vivere uno dei luoghi più belli del Mediterraneo e ritrovarsi in un enorme stabilimento balneare galleggiante. Così, poco dopo le undici e mezza, torno a Gozo e faccio un salto indietro nel tempo di oltre cinquemila anni. I templi di Gigantia sono considerati tra le più antiche costruzioni monumentali realizzate dall'uomo ancora oggi in piedi, precedenti persino alle piramidi d'Egitto e a Stonehenge. Non importa quanto siano imponenti le pietre rimaste: quello che colpisce davvero è la consapevolezza di trovarsi davanti a un luogo che ha visto nascere e scomparire intere civiltà, alimentando ancora oggi leggende e misteri.

Il sito dista appena una quindicina di minuti dal porto, il biglietto costa 10 euro, si acquista senza problemi sul posto e comprende anche la visita al museo. Con la sensazione di aver visto uno dei luoghi più straordinari di Malta, torno al traghetto per rientrare sull'isola principale. Piccola nota pratica: il biglietto del Gozo Channel viene controllato e pagato solo al ritorno, attraversando una sorta di casello prima dell'imbarco (15,70 € per auto e conducente). Se preferite organizzarvi in anticipo, potete comunque acquistarlo online: resta valido per sei mesi e vi basterà mostrare il QR code al casello. Due minuti di deviazione per una foto al villaggio di Braccio di Ferro. Perché sì, Popeye vive davvero a Malta. E dopo aver visto una civiltà preistorica, un marinaio che mangia spinaci sembra quasi normale. Nel primo pomeriggio torno sull'isola principale e raggiungo Rabat, quella "originale". Per secoli è stata il cuore di Malta, prima che i Cavalieri di San Giovanni decidessero di costruire una nuova capitale affacciata sul mare: La Valletta. Il caldo, però, continua a essere il vero padrone della giornata. Così applico la stessa strategia del giorno precedente: check-in, doccia, un'oretta di tregua sotto l'aria condizionata e solo dopo torno a esplorare. La prima tappa sono le Catacombe di San Paolo, un intricato labirinto sotterraneo che si estende per oltre diecimila metri quadrati. Qui, nel corso dei secoli, sono stati sepolti pagani, cristiani ed ebrei. È uno di quei luoghi che preferisco visitare quando viaggio. Le catacombe raccontano la storia da un punto di vista diverso: non quello dei re, delle guerre o delle conquiste, ma quello delle persone comuni. Davanti alla morte, dopotutto, siamo sempre stati tutti uguali. Risalgo in superficie e, con una passeggiata di pochi minuti, entro a Mdina. Se la cittadella di Gozo mi aveva conquistato per la sua autenticità, Mdina colpisce per l'eleganza. Le facciate in pietra dorata, i balconi decorati, i portoni colorati e le stradine curate la rendono quasi una scenografia perfetta. È più conosciuta, più visitata, più instagrammabile (non perdetevi la Cappella di Sant'Agata e la Porta Blu), inevitabilmente anche più turistica, ma conserva un fascino tutto suo. Decido di non avere una meta precisa. Mi lascio guidare dai vicoli, sbucando ogni tanto su un bastione o davanti a un cortile fiorito, aspettando che il sole inizi a scendere. Ed è proprio allora che succede qualcosa. Con il tramonto arrivano le ombre, i gruppi organizzati spariscono e il brusio lascia spazio al rumore dei passi che rimbombano sulla pietra. Mdina rallenta, si svuota e torna ad assomigliare alla città che è stata per secoli. Forse è proprio in quel momento che capisci perché venga chiamata la Città Silenziosa. Non è un soprannome pensato per i turisti. È una sensazione che si prova camminando tra le sue mura quando il giorno sta finendo. Non vi resta che trovare un ristorante con un rooftop e godervi il tramonto che illumuna la vecchia capitale.

"Malta è un mosaico di culture, un'isola dove il blu intenso del Mediterraneo incontra secoli di storia."



Giorno 3 - Dalle fortezze ai cocktail

Per la prima volta dall'inizio del viaggio non suona la sveglia all'alba. La colazione del B&B viene servita dalle 8.30 e, sinceramente, dopo due giornate piuttosto intense, non mi dispiace affatto concedermi qualche ora di sonno in più. Con calma salgo in macchina e punto verso la costa sud-orientale di Malta, una zona molto meno famosa delle spiagge da cartolina ma capace di sorprendere. Qui il Mediterraneo ha lavorato per migliaia di anni, scavando la roccia e modellando piscine naturali, archi e grotte marine. È uno di quei paesaggi che fanno capire quanto il vero protagonista dell'isola sia il mare. Dopo una quarantina di minuti raggiungo il parcheggio di St. Peter's Pool. Ad accogliermi, però, non è il panorama, ma il suo pittoresco gestore. I cartelli disseminati ovunque sembrano più un regolamento militare che le indicazioni di un parcheggio: pagamento di 3 euro solo in cash, divieti su divieti, compresa l'acqua portata da casa, rigorosamente da acquistare al chiosco. Diciamo che l'ospitalità maltese, almeno qui, si prende una piccola pausa. Sono quasi le dieci e la realtà è ben diversa dalle foto che avevo visto online. Il parcheggio è pieno, la scogliera è già affollata, l'ombra è un concetto puramente teorico e il sole picchia senza alcuna pietà. Mi rendo conto che fermarmi solo per fare un bagno "tanto per farlo" non avrebbe molto senso. Così mi godo qualche scatto panoramico, ammiro dall'alto quel tratto di costa scavato dal mare e decido di rimettermi subito in viaggio. A volte, durante un on the road, la scelta migliore è proprio questa: non intestardirsi su una tappa, ma lasciare che sia il viaggio a suggerire la successiva. A pochi minuti di auto raggiungo Marsaxlokk, il villaggio di pescatori più famoso di Malta. C'è un enorme parcheggio gratuito: trovare posto la domenica richiede un po' di pazienza, ma la ricerca viene ripagata non appena si arriva sul lungomare. Davanti agli occhi si apre una di quelle immagini che finiscono su tutte le cartoline, ma che dal vivo hanno tutt'altro fascino. Il porto è punteggiato dai luzzi, le tradizionali barche dei pescatori maltesi, dipinte con colori vivacissimi e con il caratteristico Occhio di Osiride sulla prua, simbolo di protezione per chi va per mare. Sullo sfondo, balconi colorati, ristoranti affacciati sull'acqua e un continuo via vai di persone. Per qualche minuto riesco perfino a dimenticare il caldo soffocante. È domenica mattina e il celebre mercato del pesce anima

tutto il paese. L'aria profuma di mare, i pescatori sistemano il pescato appena sbarcato, i banchi si riempiono di curiosi e le trattative si intrecciano con le chiacchiere dei clienti abituali. Più che una semplice attrazione turistica, sembra di assistere a un piccolo rito che qui si ripete da generazioni. È una Malta diversa da quella delle fortezze e delle città storiche: più semplice, più genuina, dove il mare non è soltanto un panorama da fotografare, ma continua a essere parte della vita quotidiana. Il caldo, però, continua a non fare sconti e capisco subito che insistere a camminare sotto il sole sarebbe solo una prova di resistenza. Per fortuna Marsaxlokk offre un'alternativa decisamente più intelligente. Sul lungomare ci sono diverse agenzie che organizzano piccole escursioni in luzzo, le tradizionali imbarcazioni maltesi, a prezzi davvero onesti. Con appena 10 euro mi imbarco per un giro della costa che comprende anche una sosta di circa un'ora in una caletta raggiungibile solo dal mare, dove concedersi un bagno lontano dalla folla. Col senno di poi, è probabilmente il modo migliore per trascorrere le ore più calde della giornata: invece di combattere il sole, ci si lascia cullare dal mare. Nel tardo pomeriggio è già tempo di salutare la mia compagna di viaggio degli ultimi tre giorni. In appena un quarto d'ora raggiungo l'aeroporto, riconsegno l'auto e, da quel momento, il viaggio cambia completamente ritmo. Bus. Ostello. Passeggiate. Niente più orari da rispettare o parcheggi da cercare. La sera raggiungo St. Julian's e Paceville e ho la sensazione di essere finito in un'altra Malta. Solo poche ore prima passeggiavo tra villaggi di pescatori e templi millenari; ora mi trovo circondato da studenti arrivati da tutta Europa. Spagnoli, francesi, tedeschi, italiani...tutti convinti di parlare un inglese impeccabile. Almeno fino al secondo cocktail. Cammino senza fretta sul lungomare di Spinola Bay, finché non mi fermo in un locale affacciato sull'acqua, molto più frequentato dai maltesi che dai turisti. Poi mi addentro nella celebre via delle discoteche. La osservo con un sorriso un po' nostalgico. Quella stagione della vita l'ho vissuta anch'io: esattamente vent'anni fa ero a Lloret de Mar per quella che sembrava la vacanza più importante del mondo. Oggi mi diverte più guardare la lunga fila di ragazzi in attesa di mostrare il documento all'ingresso, mentre i buttafuori mi fanno semplicemente cenno di passare. È in quel momento che realizzi di essere passato dall'altra parte della barricata. Rientro in ostello con un comodissimo Bolt. Domani mi aspetta l'ultimo capitolo del viaggio: La Valletta, la città che darà un senso a tutto quello che ho visto nei giorni precedenti.

"Tra il silenzio di una baia e il rumore di una notte, anche questa è Malta."



Giorno 4 - La città che ha cambiato la storia

L'ultimo giorno inizia presto. Il traghetto, a pochi minuti dall'ostello e al più che onesto prezzo di 5 euro andata e ritorno, scivola lentamente da Sliema verso La Valletta. Vista dal mare, la capitale appare esattamente come doveva presentarsi cinque secoli fa: una fortezza inespugnabile. Bastioni giganteschi, mura color miele e uno dei porti naturali più spettacolari del Mediterraneo, quello stesso porto che per secoli ha attirato commercianti, esploratori...e intere flotte nemiche. Poi metti piede in città e cambia completamente atmosfera. Ti perdi tra Strait Street e Merchant Street, fai colazione con calma e ti accorgi che La Valletta non è una capitale da "spuntare" sulla lista delle cose da vedere. È una città da vivere. Non cerca di stupirti con grandi monumenti a ogni angolo, ma ti invita a rallentare, ad alzare lo sguardo verso i balconi in legno colorati, a infilarti in una scalinata qualsiasi senza sapere dove porterà. Una tappa imprescindibile è la Concattedrale di San Giovanni. Da fuori appare quasi austera, ma basta varcare il portone per trovarsi davanti a uno degli interni barocchi più ricchi d'Europa. Qui è custodita anche la celebre "Decollazione di San Giovanni Battista" del nostro Caravaggio, dipinta proprio durante il suo soggiorno maltese. I 15 euro del biglietto sono ampiamente ripagati, anche perché, nelle ore più calde della giornata, quell'aria fresca vale quasi quanto il capolavoro. Continuando tra saliscendi e vicoli si raggiungono gli Upper Barrakka Gardens, forse il punto panoramico più bello dell'isola. Da qui lo sguardo abbraccia il Grand Harbour e, proprio di fronte, le Tre Città. È facile immaginare i Cavalieri dell'Ordine di San Giovanni osservare questo stesso panorama, controllando ogni nave in ingresso, pronti a distinguere una nave mercantile da una possibile minaccia. Scendendo verso il City Gate si incontra la parte più contemporanea della capitale, ridisegnata da Renzo Piano. Un intervento moderno ma rispettoso della storia, che ha restituito nuova vita all'ingresso della città senza snaturarne l'identità. Poco distante si trova Is-Suq Tal-Belt, il mercato coperto di La Valletta. A dispetto del nome non aspettatevi il caos dei souk mediorientali: è ordinato, elegante e decisamente più turistico, ma rappresenta comunque un'ottima occasione per concedersi una pausa all'ombra e assaggiare qualche specialità locale. Nel pomeriggio arriva uno dei momenti che preferisco dell'intero viaggio.

Niente autobus. Niente traffico. Solo i piccoli Lascaris Water Taxi, situati a circa 15 minuti dal mercato e a due passi dal Barakka Lift, l'ascensore per salire ai Barakka Gardens che costa 1 euro. Altri 5 euro andata e ritorno per attraversare il porto in pochi minuti. È una traversata brevissima, ma basta per cambiare completamente prospettiva. Dal mare le fortificazioni acquistano una scala impressionante e capisci davvero perché Malta sia stata una delle piazzeforti più ambite del Mediterraneo. Sbarco così nelle Tre Città: Senglea, Cospicua e Vittoriosa. Molti visitatori le osservano soltanto dal belvedere degli Upper Barrakka Gardens, ma secondo me è un errore. È qui che batte il cuore della Malta dei Cavalieri. Vittoriosa, l'antica Birgu, fu la prima sede dell'Ordine di San Giovanni e il principale teatro del Grande Assedio del 1565. Camminando tra i suoi vicoli stretti sembra quasi di sentire ancora l'eco di quella battaglia. Le case in pietra dorata, le piccole piazze, il Palazzo dell'Inquisitore e il lungomare raccontano una città che ha avuto un ruolo decisivo nella storia europea. Attraversando il ponte si arriva a Cospicua, la più grande delle tre. Meno monumentale ma più autentica, conserva quell'atmosfera da città vissuta, fatta di cortili, panni stesi e anziani seduti fuori dalla porta a osservare il passare del tempo. Infine Senglea, costruita su una stretta penisola e completamente circondata dal mare. Dal Gardjola Gardens la vista è semplicemente spettacolare: da una parte La Valletta, dall'altra il porto e le fortezze che hanno reso Malta quasi imprendibile. Qui non ci sono grandi folle né attrazioni costruite per i social. Ci sono vicoli silenziosi, bastioni immensi e un continuo dialogo tra la città e il mare. È probabilmente il luogo dove ho percepito più di ogni altro quanto tutta la storia di Malta sia sempre ruotata attorno all'acqua. Rientro con calma verso l'ostello, concedendomi un'ultima passeggiata e uno spritz take-away palesemente pensato per i turisti...ma a soli 5 euro che, ormai, sembra quasi un reperto storico per noi italiani. Alla fine arriva il momento meno piacevole di ogni viaggio. L'aeroporto. E mentre l'aereo prende quota ripenso a una cosa. Avevo scelto Malta per un semplice weekend. Sono tornato con la sensazione di aver attraversato cinquemila anni di storia, tre isole completamente diverse e uno dei punti più affascinanti del Mediterraneo. Non male per un Paese che puoi attraversare in meno di un'ora d'auto.

“Le città più belle non si limitano a mostrarti il passato: ti fanno sentire, anche solo per un istante, parte della loro storia."