La cucina maltese è il riflesso perfetto della storia dell'isola: un incontro tra influenze Italia (soprattutto siciliane), arabe, britanniche e mediterranee. Non punta a stupire con tecniche elaborate, ma racconta l'identità dell'arcipelago: ingredienti semplici, sapori decisi e una storia che si ritrova nel piatto. È una cucina che, proprio come Malta, è il risultato dell'incontro di popoli diversi che hanno lasciato qualcosa di sé.
Se c’è un cibo che a Malta ha lo stesso ruolo del trancio di pizza in Italia o del croissant in Francia, quello è il Pastizzi. Piccolo, economico (il costo varia dai 40 ai 60 centesimi), caldo e onnipresente. Immagina una sfoglia estremamente croccante, fatta con tanti strati sottilissimi di pasta e grasso, piegata a forma di rombo o conchiglia. Quando cuoce, la superficie si apre in piccole scaglie croccanti che si sfaldano al primo morso. I gusti classici sono ricotta di capra e crema di piselli e, pur nella semplicità del piatto, i pastizzi raccontano perfettamente la storia di Malta: la tecnica della sfoglia ricorda tradizioni mediterranee e italiane, mentre il ripieno di piselli e alcune spezie richiamano influenze arabe. Potete trovarli letteralmente ovunque ma, quando siete nella vecchia capitale Rabat, dovete fare tappa al Serkin Crystal Palace che è letteralmente un istituzione: spartano, vivo, autentico, frequentato da locali a tutte le ore!
Avrete letto che, quando sono andato io, faceva un caldo insostenibile. Non ho mai mangiato così poco durante i miei viaggi, l'afa azzerava completamente la fame. Però dovevo provare almeno un piatto tipico di quelli "stufati", pesanti, direi invernali. La scelta è caduta sul Braġjoli (bragioli in italiano) che, a discapito del nome, non sono braciole ma involtini di manzo cotti lentamente nel sugo. Questo piatto è nato per non sprecare nulla, comela come la cucina povera insegna, È una ricetta che racconta bene la Malta di un tempo: famiglie numerose, ingredienti semplici e cotture lunghe che riempivano la casa di profumo. Ogni famiglia ovviamente ha la sua versione, ma il ripieno comprende quasi sempre carne macinata, pancetta, uova sode, prezzemolo, aglio, olive e cipolla. Gli involtini vengono rosolati in una salsa a base di pomodoro, vino rosso e brodo. Il risultato è una carne morbidissima e un esplosione di sapori ad ogni morso. Questo piatto l'ho provato a Rabat, precisamente da Yana's, un ristorante molto bello con un rooftop dove cenare e ammirare lo splendido tramonto sulla vecchia capitale. Un piatto di bragioli (fidatevi è abbondantissimo) e una birra per circa 22 euro.
Quelli che spesso vengono chiamati "ravioli di capra" sono in realtà i Ravjul Għawdxi, cioè i ravioli di Gozo. La particolarità non è la pasta, ma il ripieno: invece della classica ricotta vaccina, viene utilizzata la ġbejna, il tradizionale formaggio fresco maltese ottenuto da latte di pecora o di capra (oggi spesso anche misto). È proprio questo formaggio a dare ai ravioli un sapore più intenso, leggermente acidulo e molto diverso dai ravioli italiani. Gozo è sempre stata l'isola più agricola dell'arcipelago. Qui l'allevamento di pecore e capre era diffuso e la ġbejna rappresentava uno degli alimenti più preziosi della cucina locale. Da questa tradizione nasce il Ravjul Għawdxi: una ricetta semplice, preparata con pochi ingredienti ma di grande carattere. Dove mangiarli quindi a Gozo? Senza ombra di dubbio da Ta' Rikardu Restaurant, situato nella splendida Cittadella di Vittoria-Rabat accanto alla Cattedrale. Un piatto di ravioli fatti in casa e una necessaria birra ghiacciata, al costo di 16 euro!