Prepararsi al meglio

Sono rimasto piacevolmente sorpreso nello scoprire che le isole delle Canarie sono raggiungibili da molti aeroporti italiani, spesso con voli molto economici. Tuttavia, non è questo il mio caso, in quanto ho visitato la selvaggia Lanzarote sotto il ponte dell'Immacolata del 2023, precisamente nel periodo 7-10 Dicembre. Stavolta non ero da solo, quindi ho cercato la combinazione di voli più economica che garantisse a tutti la permanenza di almeno due giorni effettivi sull'isola. Per il resto, le Canarie sono isole bellissime, con temperature tendenti all'estivo tutto l'anno, ideali per gli appassionati di surf, trekking, ciclismo e snorkeling; per chi vuole fare una vacanza on the road o rilassarsi nell'assoluta tranquillità; per chi ama l'arte in ogni sfaccettatura, e quindi visitare più musei possibili, o per chi vuole perdersi in paesaggi vuoti ed incontaminati.
Per preparare al meglio l'itinerario, ho sfruttato anche la guida di Lanzarote di Marco Polo; trovo questi manuali molto funzionali per i miei viaggi escape, in quanto racchiudono tutti i tipi di esperienze che cerco di includere nel percorso. Anche i prezzi sono spesso più vantaggiosi rispetto alle guide degli stessi luoghi, ma di altri competitor.

Gli aeroporti con più voli per le Canarie sono Milano e Bologna e, come detto, è facile trovare voli economici (cifre molto inferiori ai 100 euro a/r). Partendo il giorno precedente all'Immacolata, ho trovato un volo da Bologna con scalo a Gran Canaria al costo di circa 140 euro; al ritorno, invece, un diretto da Lanzarote per Venezia al costo di circa 40 euro. Tutto sommato, non mi è andata neanche male! 😅
Esistono gli autobus, ma vi conviene senza ombra di dubbio noleggiare un'auto. Ci sono 3 compagnie esclusive delle Canarie: CICAR, Payless e Cabrera Medina; sono tutte gestite dallo stesso personale e differiscono di pochi euro a seconda delle disponibilità ma, senza ombra di dubbio, consiglio vivamente di usufruire del loro servizio in quanto i preventivi sono i più economici e comprendono l'assicurazione completa. Inoltre, non è richiesto pagamento anticipato e si paga direttamente al check-in.
C'è solo la spesa della benzina che, alle Canarie, si aggira intorno agli 1.4 euro a litro (che sogno!). Con la classica pandina, è bastata una spesa di 30 euro per un pieno (...che sogno!).
Si trovano facilmente appartamenti economici, quindi diventa più importante scegliere la posizione migliore per spostarsi sull'isola. Il mio consiglio è di virare sulla "capitale" Arrecife, in quanto vicino all'aeroporto, piena di servizi rispetto al classico borgo delle Canarie e ben posizionata tra la zona sud e nord di Lanzarote. Ho trovato un nuovissimo appartamento tramite booking appena fuori dal trafficato centro al prezzo di 220 euro, per 3 notti e per 5 persone; la proprietaria è molto gentile e rapida nelle risposte, quindi lo consiglio vivamente perchè è un pensiero in meno nell'organizzazione.
Al netto del costo del volo e dell'auto a noleggio, tra i biglietti dei musei/siti, della benzina, dei pasti e qualche vizio vario, il soggiorno è costato circa 150 euro.
Vi posso solo dire di portarvi una giacca a vento, perchè ci sono punti nell'isola dove letteralmente volerete, e, al massimo, un golf per la sera se calano troppo le temperature; per il resto la temperatura media oscilla sempre tra i 21 e i 25 gradi, quindi tenete sempre a portata la crema solare e...il costume!


Rotolando verso sud

Il giorno 7 l'ho impiegato solo per il viaggio, quindi il tour vero e proprio è iniziato ufficialmente nella prima mattina dell'Immacolata. Prima tappa il Parco Nazionale Timanfaya, una delle attrazioni principali dell'isola, dove è altamente consigliato recarsi entro le 9, perchè il parcheggio è a numero chiuso e si riempie velocemente; il rischio è quello di dover attendere pazientemente che i turisti inizino ad andare via e personalmente abbiamo verificato che alle 11 del mattino la fila in attesa era chilometrica! I biglietti singoli possono essere acquistati online sul sito web CACTA Lanzarote, ma consiglio di acquistare dei voucher che danno accesso a più attrazioni. Sul sito trovate le varie combinazioni, noi abbiamo scelto il voucher con gli ingressi al parco, Jameos del Agua, Cueva de los Verdes e un parco a scelta tra Jardin de Cactus o Mirador de Rio; il costo totale è di 29 euro. Il tempo di permanenza nel parco è di circa 45 minuti, il tempo di fare il giro nel bus con audioguida (che non effetta soste) e perlustrare un po' il centro visitatori. La tappa successiva è il caratteristico villaggio di Yaiza, raggiungibile in circa 15 minuti dal parco; anche se non c'è molto da vedere, è considerato un tipico borgo delle Canarie. Spostandosi verso est, si raggiunge poi in 10 minuti la zona di El Golfo e qui merita veramente fare una bella sosta, probabilmente con annesso pranzo (seguendo il mio itinerario, dovreste arrivare verso mezzogiorno). Il riferimento è il parcheggio del mirador del Charco Verde, da dove si può ammirare El Golfo e poi raggiungere a piedi il caratteristico lago verde. Perdetevi nelle viuzze del borgo, così da ammirare le tipiche facciate delle case. Riprendiamo l’auto per dirigerci verso Los Hervideros, distante 5 minuti da El Golfo. Stiamo parlando di gole che si sono formate naturalmente nei secoli grazie all’azione del mare costantemente mosso, che tuttora si “rimescola” al loro interno; rimarrete affascinati dallo spettacolo che offre Madre Natura, per cui godetevelo tutto. Una volta che vi sentirete soddisfatti, potete iniziare a rotolare verso sud; a soli 15 minuti di auto, vale la pena fermarsi al ristorante Mirador de las Salinas per una foto al volo alle Salinas de Danubio (spoiler: sono ben distanti da quelle di Marsala 😅 ). L'obiettivo della giornata sarà assistere al tramonto dalla scenografica Playa de Papagayo ma, rispettando questo itinerario, potete prima concedervi una sosta a Marina Rubicon: un grazioso porto turistico, attraversato da un ponte di legno che collega l'elegante passeggiata.

Questo borgo è stata veramente una sorpresa, probabilmente il fatto che non fosse affollato dai turisti ci ha permesso di apprezzarlo pienamente. Adesso possiamo finalmente raggiungere la Playa de Papagayo, prendere una "copa de sangria" (costano solo 4.5 euro) e accomodarsi per osservare quelle fenomeno meraviglioso che è il tramonto. Attenzione! Le strade di Lanzarote sono impeccabile, ma per raggiungere questa spiaggia dovrete percorrere uno sterrato molto noioso che farete quasi tutto in prima. Il mare cristallino con i vulcani sullo sfondo rendono lo scenario unico...oltre al fatto che era pieno di persone a fare il bagno nonostante fosse l'8 Dicembre 😁 . In inverno alle 18 sarà buio ma, come tutti sanno, è ancora molto presto per la cena; consiglio di spostarsi per un aperitivo verso La Geria, raggiungibile in circa mezz'ora, per degustare uno dei tanti vini prodotti sull'isola! Come potrete leggere nella scheda culinaria, il paesaggio de La Geria consiste in una distesa di cavità vulcaniche, scavate nella ghiaia e protette da un semicerchio di rocce; è così che vengono nutriti e protetti i vigneti per creare degli eccellenti vini. Una volta provata anche questa esperienza, potete incamminarvi verso la vostra base ad Arrecife e magari godervi la serata nel turistico Charco de San Ginés, stracolmo di locali dove cenare e passare la notte...anche se probabilmente avrete voglia solo di buttarvi nel vostro letto 😅 .

“Essere nati in questa geologia di cenere, nel mezzo dell’Atlantico, condiziona qualsiasi essere moderatamente sensibile“ (César Manrique)



La tela naturale di César Manrique

Alle isole Canarie, in particolare a Lanzarote dove è nato, esiste un prima e un dopo l'esistenza di César Manrique. Il poliedrico artista definiva la sua terra una tela naturale, infatti ha "solamente" integrato il suo genio con la natura locale. La giornata di oggi toccherà diverse pietre miliari di Manrique, situate nella zona nord dell'isola. Tutte le tappe, come per la giornata di ieri, distano circa 15-20 l'una dall'altra; Lanzarote si presta quindi molto bene per un viaggio on the road non sfiancate per chi guida. Come prima tappa, potreste approfittarne per godervi il porticciolo di Arrecife nella calma del mattino e, perchè no, fare una colazione vista barche. Successivamente, la tappa più vicina è Las Grietas; per chi è stato nella magnifica città di Petra, questa cavità della Montagna Blanca gli potrebbe ricordare il Siq che conduce al tesoro! Molti turisti continuano il percorso verso la montagna, ma se volete rispettare l'itinerario vi conviene spendere solo qualche minuto all'interno della crepa, a due passi dal parcheggio auto tra l'altro, e proseguire subito verso nord. La prima città che si incontra nel tragitto è la suggestiva San Bartolomé, rinomata per le graziose piazze, su cui svetta quella del municipio che ospita l'omonimo palazzo, il teatro municipale e la chiesa; vi sembrera di essere all'interno di un set cinematografico, per quanto è perfettamente pittoresca. Proseguendo sulla via, vi dovete assolutamente fermare qualche minuto a Teguise, la vecchia capitale dell'isola; ci torneremo il giorno dopo per il famoso mercato domenicale, ma adesso dovete approfittarne per godervela nell'assoluta tranquillità. Caratteristica è la “casa dell’artista José Garcia Pillimpo”, piena di statue surreali a tratti inquietanti, sicuramente unica nel suo genere. Non si trova facilmente cercando su internet, basta però su google maps selezionare “Teguise Cemetery” per arrivarci (si, ora è un cimitero). Vissuta questa esperienza mistica, vi potete avviare verso la prima opera odierna di Manrique, ovvero il Jardin de Cactus, facendo prima una tappa fotografica alla città stratificata che si trova sulla strada; onestamente non ci ha entusiasmato, dato che dalle foto sembrava qualcosa di più imponente, ma è un'area vulcanica dove si sono formate queste rocce particolari ed è considerata patrimonio di Lanzarote. Il giardino di cactus è invece un'opera semplicemente geniale dell'artista dell'isola, che ha dato risalto alla vastità di piante grasse che popolano Lanzarote; si tratta di un “anfiteatro” con centinaia di specie, il paradiso per gli amanti di questo genere di giardinaggio. In circa mezz’ora, si dovrebbe essere soddisfatti della visita.

Rispettando l'itinerario, a questo punto si sarà fatto ora di pranzo e potete fare la pausa in una delle città di cui mi sono innamorato di più: Punta Mujeres. questo villaggio è veramente scenografico e ci sono diverse piscine naturali dove poter fare il bagno. Caratteristica è anche la Casa Carmelina, un’abitazione con giardino verticale colorato che merita una foto. Il borgo non è assolutamente turistico ed è stato un piacere immergersi insieme ai locali che si rilassavano al sole. Consiglio di terminare la pausa entro e non oltre le 14, per poi dirigervi in direzione Jameos del Agua; questa è la seconda opera geniale di Manrique, che ha riqualificato parte di un tunnel lavico creando un complesso di grotte uniche, con tanto di sala concerti sotterranea e lago salato. Nel Jameos del Agua "sfocia" un tunnel di 8km, che inizia nel vicino sito della Cueva de los Verdes>; qua dentro lo visita è obbligatoriamente guidata e dura circa 45 minuti, dove verrete guidati per 2km nelle scenografiche gallerie laviche. L'ingresso ad entrambi i siti, che avete capito sono adiacenti, è incluso nel voucher che avrete acquistato ieri al parco (non lasicatelo a casa!!). Dovreste finire entrambe le visite verso la metà del pomeriggio e potete dirigervi verso il Mirador de Rio; questa è un'altra opera di Manrique e potete scegliere di visitare con il voucher al posto del Jardin de Cactus oppure pagare l'ingresso singolo di 5 euro (i giardini hanno un costo di 6,5 euro). Consiglio però di non entrare proprio dentro questa struttura, in quanto è sempre troppo affollata e non vi riuscirete a godere il panorama. Per questo, vi conviene lasciare la macchina in uno dei parcheggi adiacenti e camminare un paio di minuti per raggiungere il Mirador de Nahum: stessa vista e nessun ingresso a pagamento. Questa è una zona molto molto ventosa, quindi tenete a portata una giacca a vento! L’ultima tappa del giorno è la visita della casa di César Manrique; dato che l’ultimo ingresso è alle 17.30, si presta molto bene a questo itinerario. La casa è molto affascinante, piena di cimeli di Manrique (sapeva come godersi la vita 🤪 ) e merita i 10 euro del biglietto; inoltre è il giusto tributo ad un artista che ha cambiato l’isola. Usciti dal museo saranno le 18 passate e, se farete il tour in inverno, sarà già buio; non vi rimane che tornare verso la base ad Arrecife, farvi una bella doccia, riprendere fiato e uscire per una meritata paella!

"Torno a incontrare il mio azzurro, il mio azzurro e il vento, il mio splendore, la luce indistruttibile, che ho sempre sognato per la mia vita" (César Manrique)



L'isola graziosa e il mercato domenicale

La mattina vi toglierete lo sfizio di andare all’isola La Graciosa: i traghetti partono da Orzola, distante circa 40 minuti da Arrecife grazie a due compagnie che si alternano ogni mezz’ora (Lineas Romero e Biosfera Express ) e il costo del biglietto è di 28 euro, acquistabile sia online che direttamente al porto. Questa isola è un gioiello e meriterebbe un giorno intero per visitarla, tra l’altro quasi tutti i turisti affittano una bici al prezzo modico di 10 euro, ma voi avrete tempo di stare solo mezza giornata. Probabilmente per molti viaggiatori può sembrare una perdita di tempo, ma arrivare lì per le 8-30-9 e godersi un bagno nella spiaggia incontaminata del porticciolo, vale sicuramente il costo del traghetto! Durante il nostro tour la giornata odierna era domenica, per cui di ritorno dall’isola, in circa mezz’ora di auto da Orzola, ci siamo diretti nuovamente per un solo motivo: la domenica si popola grazie al mercato più antico dell’isola (esiste da più di 600 anni)! Dalle 10 alle 14 le vie sono invase da centinaia di bancarelle e si vive proprio un’atmosfera di festa! Dalle 12 fino alle 14 potete perdere nelle vie e tra la gente, l’esperienza sarà bellissima! Come ultima tappa vi consiglio di inserire la Caleta de Famara, distante circa 15 minuti da Teguise, considerata il paradiso dei surfisti. La zona infatti è tra le più ventose dell’isola e si presta bene per questo sport; inoltre, le onde bagnano perennemente la battigia creando un meraviglioso riflesso con il paesaggio dove il cielo incontra la terra. Camminare un’oretta in questa sabbia dorata è senz’altro un ottimo modo per salutare Lanzarote, perchè purtroppo adesso è arrivata l'ora di tornare in aeroporto. L'ultimo consiglio, se avete prenotato l'auto con una delle tre compagnie che vi ho suggerito, è di tenere conto di una mezz'ora per il check-out; la maggior parte dei turisti noleggia con loro, quindi è molto facile trovare parecchia fila sia per parcheggiare, sia per restituire le chiavi.

"Creare in assoluta libertà, senza paura e senza ricette, conforta l'anima e apre la strada alla gioia di vivere" (César Manrique)