Il motivo principale per cui volevo inserire la capitale della Polonia nei miei tour personalizzati era il pellegrinaggio al campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau; mi era capitato di visitare altri campi di prigionia durante alcune gite scolastiche, ma tornarci in "età matura" assume tutto un altro significato. Soprattutto in questo caso, dato che sono stato a Cracovia nel periodo 4-6 Novembre 2023 (arrivando il 4 all'ora di cena e ripartendo il 6 prima di pranzo), nel periodo in cui il popolo Palestinese stava subendo un vero e proprio genocidio come risposta ai fatti ben noti compiuti da Hamas il mese precedente. Purtroppo l'essere umano non cambierà mai, ma noi non dobbiamo mai dimenticare la storia e il rendere omaggio a vittime innocenti è sicuramente cosa doverosa. Oltre a questo, ho trovato i polacchi delle persone meravigliose, sempre sorridenti e con una educazione impeccabile; basti sapere che, al gate di Pisa durante il volo di andata, un ragazzo ha salutato l'addetta ai biglietti con un "buon pomeriggio gentile signora". Frase palesemente studiata per l'occasione e detta veramente col cuore. 😁 Per il resto, Cracovia è una città molto moderna che mantiene con orgoglio il suo stile medievale, le strade sono piene di negozi, ristoranti e sono sempre affollate da orde di turisti. Sarà facile visitare velocemente le zone salienti della capitale, nel poco tempo a disposizione.
Non si può parlare di "itinerario del primo giorno" perchè sono arrivato nel cuore della città vecchia per l'ora di cena, ma è stato sufficiente per capire subito l'aria che tira a Cracovia: città vivissima, tanti turisti, tanti giovani, tanti locali e negozi aperti fino a tardi. Vi sentirete subito a proprio agio una volta varcata la porta per entrare nella città vecchia (dalla stazione centrale, risulterà essere la Porta di San Floriano). La prima sera ho semplicemente bazzicato tra la famosissima piazza del mercato, la più grande piazza medievale d'Europa, e il quartiere Stare Miasto, rinomato per la movida notturna. Praticamente Cracovia è tutta qui, a livello di area, ma tra musei, mercati, locali tipici e maestose chiese, ci si dovrebbe passare una settimana per vedere completamente tutto e imparare la storia.
La piazza medievale più grande d'Europa, la vecchia sede del Regno Polacco, una imponente Basilica gotica; la storia della capitale racchiusa in meno di dieci chilometri quadrati
La partenza è fissata alle 6:30 del mattino. Per raggiungere il punto d’incontro si attraversa tutta la Piazza del Mercato di Cracovia (Rynek Główny). Alle 6 del mattino, con le prime luci dell’alba, il centro è ancora pieno di giovani che mangiano, bevono e chiacchierano come fosse notte fonda. Una scena quasi surreale. Un ragazzo mi ha persino fermato proponendomi “lo spettacolo più bello della città” — alle 6 del mattino. Ma quella giornata aveva uno scopo molto diverso. La partenza così presto è necessaria perché ci vuole poco più di un’ora per raggiungere Auschwitz-Birkenau, che apre alle 8:00. Entrare subito è fondamentale: le code diventano lunghe molto rapidamente.Non descriverò nel dettaglio le tre ore trascorse lì. Auschwitz non si racconta: si attraversa in silenzio. Camminare dove hanno camminato le vittime dell’Olocausto è un’esperienza che consiglio di vivere in età adulta. Spesso viene proposta durante le gite scolastiche — giustamente — ma a 30 o 35 anni la consapevolezza è diversa, più profonda, più personale. È un pellegrinaggio civile. Un momento che rimane addosso. Dopo una mattinata così intensa, il tour prosegue verso un luogo completamente diverso ma altrettanto impressionante: la Miniera di Sale di Wieliczka. Si raggiunge in poco più di un’ora da Birkenau. È una miniera attiva dal XIII secolo fino al 1996, tra le più antiche al mondo. Ma ciò che la rende unica è ciò che custodisce al suo interno: cappelle scolpite nel sale, saloni decorati dai minatori, laghi sotterranei, una vera e propria cattedrale di sale dove ancora oggi si celebra la messa. Scendere centinaia di gradini nel sottosuolo e trovarsi davanti a opere interamente scolpite nel sale è qualcosa di inaspettato e sorprendente. Il pacchetto completo Auschwitz-Birkenau + Miniera di Sale, con trasporto privato incluso e guida in inglese, l’ho prenotato tramite GetYourGuide a QUESTO LINK. Prezzo pagato: 22 euro, grazie a uno sconto del 40%. Un costo sorprendentemente basso per un tour di circa 11 ore complessive. Controllare questa piattaforma prima di partire è sempre una buona abitudine: gli sconti sono frequenti, ma variabili. Rientro a Cracovia verso le 17:00. In inverno, a quell’ora, musei e chiese sono già chiusi. Ma c’è ancora qualcosa da fare. Entrate nel Sukiennice, il Palazzo del Tessuto nella piazza principale, e perdetevi tra le bancarelle. Troverete soprattutto souvenir e oggetti artigianali — il momento perfetto per la classica calamita da frigo. Poi: degustazione di vodka polacca e cena in un ristorante tipico (rimando alla sezione culinaria 😉). E infine rientro in hotel. Ero esausto. Ma soddisfatto. Perché questa prima giornata a Cracovia non è solo turismo. È storia, memoria, profondità. E ti cambia il ritmo del viaggio fin dal primo momento.
Io chiedo quando sarà
Che l'uomo potrà imparare
A vivere senza ammazzare
L’ultima mattina avevo solo poche ore a disposizione, ma il percorso era densissimo. Prima tappa: il Castello del Wawel, storica sede del Regno di Polonia. Le attrazioni aprono alle 9:00, ma potete entrare prima per: passeggiare nei giardini, affacciarvi sulla terrazza panoramica con vista sul fiume Vistola, ammirare dall’esterno l’elegante architettura rinascimentale. All’interno le possibilità sono molte, ma con poco tempo a disposizione ho scelto la Cattedrale del Wawel. È il luogo di incoronazione dei monarchi polacchi e la visita include: salita alla Campana di Sigismondo, tombe reali, museo della cattedrale. Un passaggio fondamentale per comprendere la storia della Polonia nei secoli. Il biglietto costa circa 5 euro e può essere acquistato online sul SITO UFFICIALE per evitare la fila al botteghino in loco (valido per due settimane, senza orario fisso). In circa un’ora si completa la visita. Con una camminata di circa 30 minuti si raggiunge Kazimierz, il quartiere ebraico. Avevo solo due ore prima del treno per l’aeroporto, quindi ho scelto di non entrare nelle sinagoghe o nei musei, ma di perdermi semplicemente tra le strade. L’atmosfera qui è completamente diversa rispetto alla città vecchia: più autentica, più cruda, più viva. Tappa imperdibile è Okrąglak — ex mattatoio oggi trasformato in area street-food e cuore della movida del quartiere. Un edificio ottagonale che distribuisce specialità dalle sue finestrelle, circondato da bancarelle vintage. (Io ho trovato una cinepresa digitale del dopoguerra a 40 euro 😍). A pochi passi, all’incrocio tra via Warszauera e via Kupa, si trova un frammento originale del muro che separava gli ebrei dal resto della città. Proseguendo verso l’estremo opposto del quartiere si raggiunge Piazza degli Eroi del Ghetto. Le sedie in acciaio disseminate nella piazza rappresentano il vuoto lasciato dalla comunità ebraica. Qui venivano radunate le persone prima della deportazione verso Auschwitz-Birkenau. Dopo la partenza restavano solo gli oggetti portati da casa. Anche le sedie. È un luogo silenzioso, potente.
Durante il tragitto tra Okrąglak e il memoriale potete divertirvi a “cacciare” murales. Kazimierz è la zona di street art per eccellenza di Cracovia, e l’arte urbana ha contribuito alla riqualificazione del quartiere. Tra i più significativi: “I’m Happy Again” – ispirato all’omonimo film; “Kazimierz Historical” – cinque ritratti di figure influenti del quartiere; “Plac Bawół 3” – dedicato alla famiglia Bosakow; Il murale del Galicia Jewish Museum con una grande Menorah; “Yehuda” – il bambino con il cappello da leone, simbolo della resilienza ebraica; “Ding Dong Dumb” – opera dell’artista italiano Blu, satira sul rapporto tra Polonia e Chiesa. Dopo questa immersione totale nella storia — monarchica, ebraica, contemporanea — probabilmente sarete stanchi e sudati (come me). Ma tornerete verso la stazione con la sensazione di aver toccato qualcosa di profondo. Cracovia non è solo bella. È stratificata. È intensa. È memoria e rinascita nello stesso respiro. Grazie, Cracovia.
"Non trascurarti e non trascurare le tue ambizioni"
(Helena Rubinstein, imprenditrice della cosmetica nata nel Ghetto)