"Se non ti piace il clima irlandese, attendi 10 minuti che cambierà". Oppure "L'Irlanda è il paese più pulito del mondo, perchè il buon Dio la lava tutti i giorni". Dovrebbero bastare questi due simpatici detti irlandesi, per farvi capire che aria tira in questa splendida nazione. In Irlanda non fa mai nè troppo caldo nè troppo freddo, dato che la temperatura oscilla sempre tra i 15 e i 18 gradi. Nell'arco di un'ora si incontrano veramente tutte le stagioni e, nell'arco di pochi minuti, si passa dall'indossare t-shirt e occhiali da sole ad una giacca impermeabile. Per questo vi posso dire che non esiste un periodo migliore per visitare questa splendida nazione, quindi se trovate un volo conveniente come me partite senza paranoie relative al clima (portandovi nello zaino sia gli occhiali da sole, sia la giacca impermeabile 😁). Nel mio caso, ho visitato l'Irlanda dal 23 al 25 Settembre 2023 e sono atterrato alle 10 del mattino del venerdì per ripartire alle 18 della domenica; neanche 3 giorni pieni, ma con la mia organizzazione ho visitato una grossa parte di Dublino, regalandomi anche il tour alle maestose scogliere di Moher (situate sul lato opposto del paese, rispetto alla capitale). Posso dire, senza alcuna ombra di dubbio, che si tratta di uno dei viaggi più belli che abbia mai fatto!
Il punto di partenza dell’itinerario è la fermata Aston Quay 325, comodamente raggiungibile con lo shuttle DublinExpress dall’aeroporto. Da qui, in meno di 10 minuti a piedi, vi troverete davanti alla prima icona della città: Trinity College. Se avete la fortuna di capitare a inizio semestre, l’atmosfera è incredibile: cortili pieni di stand, studenti che presentano le loro societies (club universitari), tra sport, lingue, teatro, moda e persino magia. È una di quelle università che ti fanno pensare: “Qui avrei voluto studiare anch’io”. Ma il vero motivo della visita è uno solo: la Old Library con il Book of Kells. Il Libro di Kells è un manoscritto medievale del IX secolo che raccoglie i quattro Vangeli in latino, ed è uno dei simboli culturali più importanti d’Irlanda. La visita dura circa 30 minuti e costa 18,50 euro. Biglietti da acquistare obbligatoriamente online sul SITO UFFICIALE con orario preciso, perchè vanno esauriti molto rapidamente. Usciti dal Trinity, potete dirigervi verso Temple Bar, il quartiere più vivace della città, perfetto per una pausa pranzo. Il tragitto (circa 1 km, 15 minuti a piedi) è arricchito da due tappe fotografiche importanti: il Dublin Castle e la Christ Church Cathedral. Io ho scelto di entrare solo nella Cattedrale di San Patrizio, distante circa 10 minuti da Temple Bar. È la più grande cattedrale d’Irlanda e sorge, secondo la tradizione, vicino alla fonte dove San Patrizio battezzava i convertiti. Il giardino esterno è bellissimo e molto curato. Il biglietto costa 9 euro e può essere acquistato sia in loco sia online. Dopo questa immersione storica, si cambia completamente atmosfera: Guinness Storehouse. Si raggiunge in circa 20 minuti a piedi. Anche qui: prenotazione online obbligatoria. Io mi sono servito di GetYourGuide, dove si trovanono più facilmente e in orari diversi. Per arrivarci, vi consiglio di passare per Hanbury Lane: vi troverete davanti una fila di casette quasi identiche ma con porte tutte di colore diverso. Leggenda vuole che i marinai, tornando a casa dopo qualche pinta di troppo, potessero riconoscere la propria abitazione proprio grazie al colore della porta.
La visita alla Guinness Storehouse è molto più di un museo sulla birra: è un percorso immersivo sulla storia di Arthur Guinness, imprenditore visionario che nel 1759 firmò un contratto di affitto di 9.000 anni per il suo birrificio. E sì, il biglietto vale già solo per la pinta inclusa al Gravity Bar, con vista panoramica su tutta Dublino. Finita la visita, potete rientrare verso il centro passeggiando lungo il fiume Liffey fino al celebre Ha’penny Bridge, uno dei simboli della città. Temple Bar è perfetto per vederlo di giorno, ma nel tardo pomeriggio si riempie molto di turisti. Per una serata più autentica, vi consiglio Dawson Street, frequentata soprattutto da locali. A questo punto potete scegliere se fermarvi per cena o rientrare in hotel. Io suggerisco la seconda opzione: il giorno dopo vi aspetta una levataccia e in Irlanda le mattine iniziano presto, soprattutto se volete scoprire ciò che si trova fuori città. Dublino, nel giro di poche ore, riesce a mischiare cultura millenaria, università d’élite, cattedrali gotiche e l’odore di malto tostato. Un primo giorno compatto, intenso…e già incredibilmente irlandese.
La città delle due Cattedrali, un college cinquecentenario, l'inimitabile Guinness, il paese dove sono nati i Pub, le case colorate per guidare i marinai ubriachi...tutto in una sola città
Il secondo giorno è dedicato a una delle meraviglie naturali più iconiche d’Europa: le Scogliere di Moher. Anche se i mezzi pubblici irlandesi sono molto efficienti, per questa escursione consiglio vivamente un tour guidato certificato. Perché? Semplice: evitate cambi complicati, ottimizzate i tempi e soprattutto vi godete il viaggio senza pensieri. Il pacchetto ideale include anche una sosta di almeno 90 minuti a Galway, ed è prenotabile su GetYourGuide. Consiglio vivamente il pacchetto in italiano con la favolosa guida di Giuseppe (costo medio circa 80-90 euro a seconda della stagione). La prima tappa è proprio Galway, la cittadina più pittoresca d’Irlanda. Dalla stazione dei bus vi incamminate verso Shop Street, il cuore vivace del centro, tra artisti di strada e pub colorati. Attraversando il fiume Corrib, raggiungerete le celebri casette colorate che rendono il villaggio così riconoscibile e fotogenico. Dopo la pausa urbana, si entra nel vivo dell’esperienza. Le Cliffs of Moher si estendono per circa 14 km lungo la costa atlantica e raggiungono un’altezza massima di 214 metri. Quando arrivate, il mio consiglio è questo: dirigetevi subito verso la Torre di O’Brien. Prendetela come punto di riferimento e poi esplorate i sentieri “a sentimento”, cercando gli scorci meno affollati. Il vento sarà forte, l’oceano ruggirà sotto di voi e capirete cosa significa davvero la parola “selvaggio”. Il tour dura circa 12 ore, quindi rientrerete a Dublino nel tardo pomeriggio, giusto in tempo per la cena. Portatevi un cambio leggero: tra vento, pioggia improvvisa e spruzzi d’oceano, è molto probabile tornare un po’ spettinati…e felicissimi. La serata? Va vissuta da veri irlandesi: "pub hopping" tra Temple Bar e zone più locali, un buon Irish whiskey, una pinta cremosa e magari un piatto di carne irlandese, famosa per qualità e sapore. Per i dettagli gastronomici vi rimando alla pagina dedicata, perché qui si apre un capitolo a parte. Quando sarete stanchi, soddisfatti e leggermente “alticci” 😜, potete rientrate in hotel. Avrete visto scogliere che sembrano la fine del mondo, villaggi colorati, campagne infinite. E avrete capito che l’Irlanda non si visita soltanto. Si respira.
Pellegrinaggio obbligatorio per gli amanti della fotografia paesaggistica
Dici Irlanda e pensi subito a scogliere verdi a picco sull’oceano, villaggi di pescatori, pub caldi e sorrisi sinceri. È uno di quei Paesi che ti fa venire voglia di tornare con una macchina a noleggio e guidare senza meta, fermandoti dove ti porta il cuore. Ma se hai solo un giorno a disposizione, sappi che a circa 45 minuti di bus dal centro di Dublino esiste un piccolo concentrato di tutto questo: Howth. L’idea perfetta? Arrivare verso le 9 del mattino all’estremità della scogliera, dove si trova una base della Irish Lights, e percorrere il celebre Howth Cliff Walk, un sentiero panoramico di circa 4 km che collega la scogliera al villaggio. C’è però una variabile da non sottovalutare in Irlanda: la nebbia. Quando scende fitta, rende questi trekking poco sensati e talvolta pericolosi. Se dovesse capitare (come è successo a me), vale comunque la pena scendere al capolinea degli autobus e camminare verso il faro – non visitabile – per trovarsi davanti a una scogliera scenografica e selvaggia. Poi si rientra verso il centro del villaggio. Howth è una manciata di casette colorate, un monastero, una chiesa anglicana e un porticciolo pittoresco dove i pescatori sistemano le reti prima di uscire in mare. È una zona molto amata anche dalle famiglie irlandesi, perfetta per una passeggiata lenta lungo il mare. Il mio consiglio? Partite dal lato del faro e percorrete il lungomare fino alla zona dei ristoranti di pesce. Se avete seguito l’itinerario, arriverete proprio all’ora di pranzo: ed è il momento perfetto per concedervi pesce freschissimo del giorno. Dopo pranzo, si rientra a Dublino con la linea DART: in circa 30 minuti siete di nuovo in centro. Qui entra in gioco un consiglio pratico: fate una Visitor Leap Card da 24 ore, perché tra bus e DART utilizzerete almeno 4 mezzi e risparmierete qualcosa. Se avete ancora tempo prima dello shuttle per l’aeroporto, fate un ultimo giro in centro. Un souvenir. Un’ultima passeggiata lungo il Liffey. E magari — perché no — un ultimo whisky al bancone di una distilleria a Temple Bar. Un brindisi a un Paese che va oltre le aspettative. Che non è solo paesaggio, ma atmosfera. Non solo viaggio, ma sensazione. Poi si prende il DublinExpress. E si torna a casa con l’Irlanda ancora addosso.
Il tipico villaggio di pescatori Irlandese: una manciata di case, altrettanti pub e una chiesa.